Frutta e verdura

Suggerito

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Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2026

Frutta e verdura – Diabete di tipo 2
Suggerito2 studi

Un maggiore consumo di frutta e verdura è associato a una significativa riduzione del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

Due ampi studi di coorte europei, che hanno coinvolto un totale di oltre 23.500 partecipanti, dimostrano una forte correlazione inversa tra il consumo di frutta e verdura e l’incidenza del diabete di tipo 2. Nello studio EPIC-InterAct (9.682 casi di diabete, 12.595 membri della sottocoorte in sette paesi), modelli alimentari ricchi di frutta e verdura hanno ridotto il rischio di diabete dell’8–13% per ogni deviazione standard in più nell’aderenza a tali modelli (HR da 0,87 a 0,92). Nello studio EPIC-Norfolk (318 casi, 926 controlli), è stato riscontrato che i biomarcatori oggettivi dell’assunzione di frutta e verdura – vitamina C nel plasma, beta-carotene e luteina – offrivano una protezione ancora maggiore: gli individui appartenenti al quartile più alto presentavano un rischio inferiore dell’81% di sviluppare il diabete rispetto a quelli del quartile più basso (OR 0,19, IC 95%: 0,12–0,32). Questa correlazione è rimasta significativa anche dopo aver corretto i dati in base all’indice di massa corporea e alla circonferenza vita (OR 0,60 per ogni deviazione standard in più), confermando benefici che vanno oltre il semplice controllo del peso.

Evidenza

Autori: Cooper, AJM, Forouhi, NG, Khaw, K-T, Luben, RN, Sharp, SJ, Wareham, NJ

Pubblicato: 12 novembre 2014

In uno studio caso-controllo nidificato all’interno della coorte EPIC-Norfolk (318 casi di diabete insorgente, 926 controlli, età compresa tra 40 e 79 anni, periodo di riferimento 1993-1997), un punteggio composito di biomarcatori (CB-score) che combinava la concentrazione plasmatica di vitamina C, beta-carotene e luteina era inversamente correlato all’insorgenza del diabete di tipo 2. Rispetto al quartile più basso (Q1), i rapporti di probabilità per Q2, Q3 e Q4 sono stati rispettivamente 0,70 (IC 95%: 0,49-1,00), 0,34 (IC 95%: 0,23-0,52) e 0,19 (IC 95%: 0,12-0,32), dopo aver corretto i dati in base a fattori demografici e legati allo stile di vita. Per ogni aumento di una deviazione standard nel CB-score, il rapporto di probabilità è stato di 0,49 (IC 95%: 0,40-0,58). Dopo un’ulteriore correzione per l’indice di massa corporea (BMI) e la circonferenza vita, l’associazione è rimasta significativa, con un rapporto di probabilità di 0,60 (IC 95%: 0,49-0,74) per ogni variazione di una deviazione standard.

Autori: InterAct Consortium

Pubblicato: 1 febbraio 2014

In questo studio caso-coorte, condotto all’interno della coorte EPIC (9.682 nuovi casi di diabete e 12.595 partecipanti appartenenti a una sottocoorte proveniente da sette paesi europei), tre modelli dietetici derivati dall’analisi RRR, caratterizzati in genere da un elevato consumo di frutta e verdura, hanno mostrato una correlazione inversa con il diabete di tipo 2. Per ogni aumento di 1 deviazione standard nell’aderenza a tali modelli, gli hazard ratio (HR) sono stati rispettivamente 0,91 (intervallo di confidenza al 95%: 0,86–0,96), 0,92 (intervallo di confidenza al 95%: 0,84–1,01) e 0,87 (intervallo di confidenza al 95%: 0,82–0,92) dopo aver effettuato una correzione multivariata che includeva anche l’indice di massa corporea. Queste correlazioni sono state riscontrate in tutti i paesi, nonostante la presenza di alcune eterogeneità, parzialmente spiegabili dalle differenze nell’età dei partecipanti e nella distribuzione dell’apporto dietetico.