Dormi per 7-8 ore.

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Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2026

Dormi per 7-8 ore. – Ictus
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Dormire per 7-8 ore a notte potrebbe ridurre il rischio di ictus rispetto a periodi di sonno più lunghi o più brevi.

Uno studio di coorte prospettico condotto su 9.692 partecipanti senza precedenti episodi di ictus (di età compresa tra i 42 e gli 81 anni), provenienti dalla coorte EPIC-Norfolk, ha monitorato 346 casi di ictus nell’arco di 9,5 anni. Una durata prolungata del sonno è risultata associata a un aumento del 46% del rischio di ictus (HR = 1,46, IC al 95% 1,08-1,98), mentre una durata breve del sonno ha mostrato un aumento non significativo dell’18% (HR = 1,18, IC al 95% 0,91-1,53). I soggetti che dormivano costantemente a lungo e quelli la cui durata del sonno è aumentata notevolmente nel tempo hanno presentato il rischio più elevato. Un’analisi meta-analitica di accompagnamento, basata su molteplici studi, ha confermato un rapporto di rischio combinato di 1,15 (IC al 95% 1,07-1,24) per la durata breve del sonno e di 1,45 (IC al 95% 1,30-1,62) per la durata prolungata del sonno. Mantenere un regime di sonno costante di 7-8 ore sembra essere l’approccio ottimale per ridurre al minimo il rischio di ictus; le deviazioni in entrambe le direzioni – in particolare il dormire troppo – sono associate a un aumento misurabile del rischio.

Evidenza

Autori: Brayne, Carol, Cappuccio, Francesco, Khaw, Kay-Tee, Leng, Yue, Luben, Robert N., Surtees, Paul G., Wainwright, Nick W. J.

Pubblicato: 17 marzo 2015

In uno studio di coorte prospettico, sono stati seguiti per 9,5 anni 9.692 partecipanti senza precedenti episodi di ictus, di età compresa tra i 42 e gli 81 anni, facenti parte della coorte EPIC-Norfolk. Durante questo periodo, sono stati registrati 346 casi di ictus. Si è riscontrato che un sonno prolungato era significativamente associato a un aumento del rischio di ictus (HR = 1,46, IC al 95% 1,08-1,98) dopo aver tenuto conto di tutti i fattori confondenti. Un sonno breve ha mostrato un aumento del rischio non significativo (HR = 1,18, IC al 95% 0,91-1,53). I partecipanti che dormivano costantemente a lungo e quelli che hanno registrato aumenti significativi della durata del sonno nel tempo presentavano un rischio di ictus più elevato rispetto ai partecipanti che dormivano in modo costante per una durata media. Un'analisi meta-analitica aggiornata ha confermato valori combinati di HR pari a 1,15 (IC al 95% 1,07-1,24) per il sonno breve e 1,45 (IC al 95% 1,30-1,62) per la durata prolungata del sonno.

Autori: Brayne, Carol, Cappuccio, Francesco P, Khaw, Kay-Tee, Leng, Yue, Luben, Robert, Surtees, Paul G, Wainwright, Nick WJ

Pubblicato: 25 febbraio 2015

In uno studio prospettico di coorte che ha coinvolto 9.692 partecipanti senza precedenti episodi di ictus, di età compresa tra i 42 e gli 81 anni, nell’ambito dello studio EPIC-Norfolk, si sono verificati 346 casi di ictus in un periodo di follow-up di 9,5 anni. Una durata prolungata del sonno è risultata significativamente associata a un aumento del rischio di ictus (HR = 1,46, IC al 95% 1,08-1,98) dopo aver tenuto conto di tutti i fattori confondenti. Un sonno breve ha mostrato un’associazione minore e non significativa (HR = 1,18, IC al 95% 0,91-1,53). I soggetti che dormivano a lungo in modo costante e quelli che hanno registrato aumenti significativi della durata del sonno nel tempo hanno avuto un rischio di ictus maggiore rispetto ai soggetti che mantenevano una durata media del sonno. Un’analisi meta-analitica aggiornata ha confermato valori combinati di HR pari a 1,15 (IC al 95% 1,07-1,24) per il sonno breve e 1,45 (IC al 95% 1,30-1,62) per il sonno lungo.