Attività fisica

Suggerito

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Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2026

Attività fisica – Ictus
Suggerito2 studi

L’attività fisica regolare riduce il rischio di ictus e contribuisce al benessere generale del sistema cardiovascolare.

Due studi che hanno coinvolto oltre 10.000 partecipanti mettono in relazione l’attività fisica con una riduzione del rischio di ictus. Uno studio prospettico su un gruppo di individui (EPIC-Norfolk, n=10.043, 1993–2008) ha rilevato che i partecipanti che raggiungevano gli indicatori ottimali per la salute cardiovascolare, inclusa l’attività fisica, presentavano tassi significativamente inferiori di eventi cardiovascolari (HR 0,07, IC al 95% 0,02–0,23, P<0,001), con un rischio di ictus che tendeva a ridursi dell’84% nel gruppo con il punteggio di salute più elevato (HR 0,16, IC al 95% 0,02–1,37). Una valutazione economica sulla salute effettuata nel Regno Unito ha identificato l’ictus ischemico tra le cinque malattie direttamente attribuibili alla mancanza di attività fisica, contribuendo per il 3% agli anni di vita persi a causa della disabilità e generando costi annuali pari a 1,06 miliardi di sterline per il Servizio sanitario nazionale (NHS). Considerando che solo il 33% degli uomini e il 25% delle donne raggiunge gli obiettivi di attività fisica, la riduzione del rischio di ictus a livello di popolazione rimane un obiettivo raggiungibile attraverso una maggiore attività fisica.

Evidenza

Autori: Boekholdt, S Matthijs, Khaw, Kay-Tee, Lachman, Sangeeta, Lentjes, Marleen Ah, Luben, Robert N, Mulligan, Angela A, Peters, Ron Jg, Wareham, Nicholas J

Pubblicato: 2 settembre 2015

Nello studio EPIC-Norfolk, che ha coinvolto 10.043 partecipanti seguiti dal 1993 al 2008, l’attività fisica è stata valutata come uno dei sette parametri di valutazione della salute cardiovascolare stabiliti dall’AHA. I partecipanti appartenenti alla categoria con il punteggio complessivo di salute più alto (12-14) hanno mostrato un rapporto di rischio aggiustato per ictus pari a 0,16 (intervallo di confidenza al 95%: 0,02-1,37, P = 0,09) rispetto ai partecipanti appartenenti alla categoria con il punteggio più basso (0-2). Sebbene questo risultato specifico non abbia raggiunto una significatività statistica, il punteggio complessivo di salute cardiovascolare è risultato fortemente e inversamente correlato al rischio di malattie cardiovascolari in generale (rapporto di rischio 0,07, intervallo di confidenza al 95%: 0,02-0,23, P < 0,001), e ogni singolo parametro, quando raggiungeva il valore ottimale, contribuiva a ridurre il rischio di eventi.

Autori: Allender, Steven, Foster, Charles, Rayner, Mike, Scarborough, Peter

Pubblicato: 1 aprile 2007

In un’analisi di valutazione economica della salute condotta a livello nazionale nel Regno Unito, sono stati applicati i dati globali dell’OMS relativi all’incidenza delle malattie e alla loro correlazione con fattori di rischio, confrontandoli con i costi nazionali. L’analisi ha identificato l’ictus ischemico come una delle cinque patologie in cui la morbilità e la mortalità sono direttamente correlate alla scarsa attività fisica. Il carico complessivo dovuto alla mancanza di attività fisica nelle cinque patologie considerate è stato pari al 3% degli anni di vita persi a causa della disabilità nel Regno Unito nel 2002, con un costo diretto per il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) di 1,06 miliardi di sterline. Al momento dell’analisi, solo il 33% degli uomini e il 25% delle donne raggiungeva gli obiettivi di attività fisica stabiliti dal governo, indicando un ampio margine di miglioramento a livello della popolazione per ridurre i rischi.