Maggiore necessità di sonno

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Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2026

Maggiore necessità di sonno – Ictus
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Un aumento improvviso della durata del sonno potrebbe indicare un rischio maggiore di ictus in futuro.

Un cambiamento nella durata del sonno, che passa da una media a un periodo prolungato, può rappresentare un segnale di allarme precoce per l’ictus. Nello studio di coorte EPIC-Norfolk, condotto su 9.692 partecipanti nell’arco di 9,5 anni (346 casi di ictus), si è osservato che coloro che hanno modificato le proprie abitudini passando da un sonno di durata media a un sonno più lungo presentavano un rischio relativo di 1,46 (intervallo di confidenza al 95%: 1,08–1,98) per l’ictus. Un’analisi meta-analitica complementare ha confermato questa associazione, con un rischio relativo combinato di 1,45 (intervallo di confidenza al 95%: 1,30–1,62) tra sonno prolungato e rischio di ictus. Tale tendenza è stata riscontrata anche in individui apparentemente sani, senza patologie preesistenti. Un aumento significativo e persistente del bisogno di dormire, che va oltre la normale stanchezza, richiede una valutazione medica tempestiva per identificare eventuali fattori di rischio cerebrovascolare sottostanti.

Evidenza

Autori: Brayne, Carol, Cappuccio, Francesco, Khaw, Kay-Tee, Leng, Yue, Luben, Robert N., Surtees, Paul G., Wainwright, Nick W. J.

Pubblicato: 17 marzo 2015

Nello studio EPIC-Norfolk, che ha coinvolto 9.692 partecipanti e in cui è stata rilevata la durata del sonno in due momenti diversi (1998-2000 e 2002-2004), si è osservato che coloro che hanno aumentato gradualmente la durata del sonno, passando da una media a un periodo più lungo, presentavano un rischio maggiore di ictus rispetto a chi ha mantenuto una durata del sonno nella media. Un sonno prolungato era associato a un HR (hazard ratio) di 1,46 (intervallo di confidenza al 95%: 1,08-1,98) per l’insorgenza di ictus in un periodo di follow-up di 9,5 anni, con 346 casi di ictus. Lo studio ha concluso che un sonno prolungato può rappresentare un utile indicatore precoce del potenziale aumento del rischio futuro di ictus in una popolazione anziana apparentemente sana, anche tra coloro che non presentano patologie preesistenti.

Autori: Brayne, Carol, Cappuccio, Francesco P, Khaw, Kay-Tee, Leng, Yue, Luben, Robert, Surtees, Paul G, Wainwright, Nick WJ

Pubblicato: 25 febbraio 2015

Nello studio EPIC-Norfolk, che ha coinvolto 9.692 partecipanti e in cui la durata del sonno è stata misurata in due momenti diversi (1998-2000 e 2002-2004), si è osservato che coloro che hanno riferito un aumento significativo della durata del sonno nel tempo presentavano un rischio di ictus maggiore rispetto a chi ha mantenuto una durata media del sonno. Anche chi dormiva abitualmente per periodi prolungati ha mostrato un rischio più elevato. Durante un periodo di follow-up di oltre 9,5 anni, si sono verificati 346 casi di ictus. L’analisi meta-analitica ha rilevato un hazard ratio (HR) combinato per il sonno prolungato e l’ictus pari a 1,45 (intervallo di confidenza al 95%: 1,30-1,62). Gli autori hanno concluso che un sonno prolungato potrebbe essere un indicatore utile per valutare il rischio futuro di ictus in popolazioni anziane apparentemente sane.