Sonno eccessivo

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Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2026

Sonno eccessivo – Ictus
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Una maggiore durata del sonno è associata a un aumento del 46% del rischio di ictus in un ampio gruppo di persone.

Uno studio di coorte prospettico condotto su 9.692 partecipanti per un periodo di 9,5 anni ha rilevato 346 casi di ictus. È stato riscontrato che una durata prolungata del sonno è associata a un aumento del 46% del rischio di ictus (HR 1,46, IC al 95% 1,08–1,98), anche dopo aver tenuto conto di fattori quali età, indice di massa corporea, attività fisica, abitudine al fumo e comorbidità. Tale associazione è stata confermata anche in analisi di sensibilità che escludevano la presenza preesistente di malattie cardiovascolari. I soggetti che dormivano a lungo in modo costante e quelli che avevano aumentato notevolmente la durata del sonno presentavano un rischio ancora maggiore. Una meta-analisi complementare di studi prospettici ha confermato questi risultati, con un rapporto di rischio combinato pari a 1,45 (IC al 95% 1,30–1,62) in diverse popolazioni, rafforzando l’idea che un sonno eccessivo e abituale costituisca un fattore di rischio indipendente sia per l’ictus fatale che per quello non fatale.

Evidenza

Autori: Brayne, Carol, Cappuccio, Francesco, Khaw, Kay-Tee, Leng, Yue, Luben, Robert N., Surtees, Paul G., Wainwright, Nick W. J.

Pubblicato: 17 marzo 2015

Tra i 9.692 partecipanti allo studio EPIC-Norfolk, seguiti per 9,5 anni, si sono verificati 346 casi di ictus. Una maggiore durata del sonno è risultata associata a un rischio relativo di 1,46 (intervallo di confidenza al 95%: 1,08-1,98) per l’insorgenza di ictus, dopo aver tenuto conto di tutti i fattori confondenti. Tale associazione si è mantenuta anche escludendo i partecipanti con patologie preesistenti e coloro che riferivano una scarsa qualità del sonno. I soggetti che hanno dichiarato di dormire a lungo in modo continuativo o di aver aumentato notevolmente la durata del sonno nel corso dello studio hanno mostrato un rischio di ictus ancora più elevato rispetto ai soggetti con abitudini di sonno medie e costanti. Un’analisi meta-analitica di studi prospettici ha confermato un rischio relativo combinato di 1,45 (intervallo di confidenza al 95%: 1,30-1,62) per una maggiore durata del sonno.

Autori: Brayne, Carol, Cappuccio, Francesco P, Khaw, Kay-Tee, Leng, Yue, Luben, Robert, Surtees, Paul G, Wainwright, Nick WJ

Pubblicato: 25 febbraio 2015

Tra i 9.692 partecipanti allo studio di coorte EPIC-Norfolk, un sonno prolungato è risultato associato a un aumento del 46% del rischio di ictus (HR = 1,46, IC al 95% 1,08-1,98), dopo aver tenuto conto di tutte le variabili confondenti, tra cui età, sesso, BMI, attività fisica, fumo, consumo di alcol, depressione e comorbidità. Tale associazione è rimasta significativa anche nelle analisi di sensibilità, escludendo i partecipanti con preesistenti malattie cardiovascolari. Una meta-analisi di studi prospettici ha prodotto un HR combinato di 1,45 (IC al 95% 1,30-1,62) per la durata prolungata del sonno e il rischio di ictus, confermando i risultati dei singoli studi in diverse popolazioni.