Autori: Goodman, G. E, Goodman, P. J, Klein, E. A, Kristal, A. R, Meyskens, F. L, Minasian, L. M, Neuhauser, M. L, Parnes, H. L, Schenk, J. M, Song, X., Tangen, C. M, Thompson, I. M, Till, C.
Pubblicato: 14 aprile 2014
In questa analisi caso-coorte nidificata all’interno dello studio SELECT (1.731 casi, 3.203 partecipanti alla coorte), i livelli di 25-idrossivitamina D nel plasma hanno mostrato una correlazione a forma di U con il rischio complessivo di cancro alla prostata. Rispetto al quintile più basso, il terzo quintile ha mostrato la più forte associazione protettiva (HR 0,74, IC 95% 0,59-0,92, P = 0,008), mentre il quintile più alto non ha mostrato alcun beneficio (HR 0,98, IC 95% 0,78-1,21, P = 0,823). Per le forme di malattia ad alto grado (Gleason 7-10), il secondo e il terzo quintile si sono rivelati protettivi (HR 0,63, IC 95% 0,45-0,90, P = 0,010; HR 0,66, IC 95% 0,47-0,92, P = 0,016), ma il quintile più alto non lo è stato (HR 0,88, IC 95% 0,63-1,22). Gli autori concludono che l’integrazione negli uomini con livelli adeguati potrebbe essere dannosa.
