Autori: Huybrechts, I, Julian, C, Khaw, K-T, Lentjes, MAH, Luben, R, Moreno, LA, Wareham, N
Pubblicato: 1 gennaio 2016
Nello studio EPIC-Norfolk, che ha coinvolto 14.624 uomini e donne di età compresa tra i 42 e gli 82 anni, seguiti dal 1998 al 2000 fino a marzo 2015, sono stati registrati 1.183 casi di frattura. Dopo aver effettuato una correzione completa per età, sesso, mese, indice di massa corporea (BMI), abitudine al fumo, consumo di alcol, uso di integratori e anamnesi delle fratture, utilizzando modelli di Cox a rischio proporzionale, i partecipanti con livelli sierici di 25(OH)D compresi tra 50 e 70 nmol/L hanno mostrato un rischio di frattura inferiore del 29% (HR 0,71) rispetto a quelli appartenenti alla categoria più bassa (<30 nmol/L). Le categorie di vitamina D sono state definite come <30, 30-50, 50-70, 70-90 e >90 nmol/L. I rapporti di rischio corretti per età e sesso, relativi alle diverse categorie di vitamina D, non hanno mostrato differenze significative prima dell’ulteriore aggiustamento delle covariate. Negli anziani (>65 anni), l’associazione ha assunto una forma a J piuttosto che lineare.
