Gestione del peso

Suggerito

3 studi · 1 raccomandazione

Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2026

Gestione del peso – cancro al rene
Suggerito3 studi

Mantenere un peso corporeo sano riduce significativamente il rischio di sviluppare tumori ai reni nel corso della vita.

Tre studi che hanno coinvolto oltre 289.000 partecipanti e più di 1.000 analisi epidemiologiche dimostrano costantemente una correlazione tra l’eccesso di grasso corporeo e un aumento del rischio di cancro ai reni. Uno studio condotto su un gruppo di individui del UK Biobank, composto da 288.802 adulti, ha rilevato che ogni miglioramento di 1 punto nell’aderenza alle misure di prevenzione del cancro – compreso il controllo del peso – riduceva il rischio di cancro ai reni del 17% (HR 0,83; IC al 95%: 0,76–0,90). Il gruppo di lavoro dell’IARC ha confermato l’esistenza di prove sufficienti a dimostrare che evitare l’aumento di peso previene il carcinoma renale, con la categoria BMI più alta associata a un rischio aumentato dell’80% rispetto al peso normale (RR 1,8; IC al 95%: 1,7–1,9) e una significativa relazione dose-risposta. Una revisione sistematica di 30 studi ha inoltre identificato l’obesità infantile e adolescenziale come un fattore di rischio modificabile per il cancro renale negli adulti, con prove solide nei maschi. Il controllo del peso fin dalla prima infanzia rappresenta una delle strategie più efficaci e modificabili nella prevenzione del cancro ai reni.

Evidenza

Autori: Celis-Morales C, Ho FK, Malcomson FC, Mathers JC, Parra-Soto S, Sharp L

Pubblicato: 9 gennaio 2024

Su un campione di 288.802 partecipanti allo studio UK Biobank (età media di 56,2 anni, senza precedenti di cancro all’inizio dello studio), seguiti per una durata mediana di 8,2 anni, ogni aumento di 1 punto nel punteggio abbreviato WCRF/AICR relativo all’aderenza alle raccomandazioni è risultato associato a un rischio inferiore del 17% di sviluppare tumore al rene (HR 0,83; IC al 95%: 0,76–0,90). Il punteggio teneva conto del peso corporeo, dell’attività fisica, dell’assunzione di frutta, verdura e fibre, della limitazione del consumo di carne rossa e trasformata e della restrizione del consumo di alcol (scala da 0 a 5 punti). Durante il periodo di follow-up si sono verificati un totale di 23.448 casi di cancro. Sono stati utilizzati modelli di Cox multivariati per l’analisi dei rischi, con correzione per i fattori confondenti.

Autori: Anderson, Annie S., Baker, Jennifer L., Bianchini, Franca, Breda, João, Byers, Tim, Clearly, Margot P., Colditz, Graham, Di Cesare, Mariachiara, Gapstur, Susan M., Grosse, Yann, Gunter, Marc, Herbert, Ronald A., Hursting, Stephen D., Kaaks, Rudolf, Lauby-Secretan, Béatrice, Leitzmann, Michael, Ligibel, Jennifer, Loomis, Dana, Renehan, Andrew, Romieu, Isabelle, Scoccianti, Chiara, Shimokawa, Isao, Straif, Kurt, Thompson, Henry J., Ulrich, Cornelia M., Wade, Katlin, Weiderpass, Elisabete

Pubblicato: 24 agosto 2016

Il gruppo di lavoro dell’IARC ha confermato l’esistenza di prove sufficienti a sostegno dell’effetto preventivo del cancro derivante dal mantenimento di un peso corporeo stabile, in particolare per quanto riguarda il carcinoma renale a cellule chiare, in linea con la valutazione del 2002. Il rischio relativo per la categoria con l’indice di massa corporea (BMI) più elevato rispetto alla categoria con BMI normale è stato pari a 1,8 (intervallo di confidenza al 95%, 1,7–1,9), il che rappresenta una delle correlazioni più forti tra tutte le tipologie di cancro analizzate. È stata riscontrata una significativa relazione positiva dose-risposta tra l’IMC e il rischio di cancro renale. I risultati basati sulla circonferenza della vita sono stati generalmente coerenti con quelli riportati per l’IMC. La revisione ha incluso oltre 1000 studi epidemiologici, prevalentemente osservazionali, che nella maggior parte dei casi fornivano stime del rischio relative all’IMC negli adulti rispetto a un intervallo di riferimento compreso tra 18,5 e 24,9.

Autori: Schumacher, Makaila A.

Pubblicato: 30 marzo 2016

Una revisione sistematica ha analizzato 658 articoli provenienti da PubMed e CINAHL, selezionando 30 studi sottoposti a revisione paritaria pubblicati negli ultimi 10 anni per l'analisi finale. Solide evidenze hanno supportato una correlazione positiva tra obesità infantile e adolescenziale e carcinoma a cellule renali nei maschi. Ulteriori evidenze limitate suggeriscono una correlazione positiva tra obesità infantile e cancro ai reni sia nei maschi che nelle femmine, in base alla letteratura esaminata. I risultati identificano lo stato di peso nell'infanzia come un fattore di rischio modificabile per le neoplasie renali negli adulti.