Difficoltà a deglutire

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Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2026

Difficoltà a deglutire – cancro esofageo
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Nei soggetti ad alto rischio, la difficoltà a deglutire richiede un'immediata valutazione per escludere la presenza di tumori all'esofago.

Due studi caso-controllo che hanno coinvolto 1.688 partecipanti (593 casi di carcinoma a cellule squamose dell’esofago e 1.095 soggetti di controllo) hanno identificato molteplici fattori di rischio che aumentano in modo significativo il rischio di cancro all’esofago. L’atrofia gastrica ha raddoppiato il rischio di carcinoma a cellule squamose dell’esofago (OR=2,01, IC 95%: 1,18–3,45), con effetti sinergici se combinata con una scarsa salute dentale (OR=4,15, IC 95%: 2,04–8,42) o una scarsa igiene orale (OR=8,65, IC 95%: 3,65–20,46). Tra gli ulteriori fattori di rischio sono stati riscontrati l’uso di oppio (OR=2,12), l’uso combinato di tabacco e oppio (OR=2,35) e il contatto con ruminanti (aumento del rischio di 8 volte). Queste significative interazioni additive (RERI=1,47–4,34) dimostrano che gli individui affetti da atrofia gastrica, scarsa salute orale o con una storia di abuso di sostanze, che sviluppano difficoltà a deglutire, presentano un rischio notevolmente più elevato di cancro all’esofago, rendendo essenziale una valutazione clinica tempestiva anziché liquidare il sintomo.

Evidenza

Autori: Nesheli, Dariush Nasrollahzadeh

Pubblicato: 3 ottobre 2013

Questo studio caso-controllo ha identificato diversi fattori di rischio per il carcinoma squamocellulare dell’esofago, tra cui l’uso di oppio (OR 2,12, IC al 95%: 1,21–3,74), l’uso combinato di tabacco e oppio (OR 2,35, IC al 95%: 1,50–3,67), l’atrofia gastrica definita da livelli di pepsinogeno I inferiori a 55 μg/dl (OR 2,01, IC al 95%: 1,18–3,45) e il contatto con animali ruminanti (aumento del rischio di 8 volte), in un campione composto da 300 casi e 571 controlli. Nei soggetti che presentano questi fattori di rischio e manifestano sintomi esofagei, è opportuno effettuare una valutazione clinica tempestiva.

Autori: A Jemal, A Pourshams, A Pourshams, A Yokoyama, AC de Vries, AF Malekshah, C C Abnet, CC Abnet, CC Abnet, CC Abnet, CY He, D Nasrollahzadeh, D Nasrollahzadeh, D Nasrollahzadeh, DA Owen, E Mahboubi, EM Bik, F Islami, F Islami, F Kamangar, F Kamangar, F Saidi, F Viani, G Millonig, GY Lauwers, J Nair, JH Meurman, JH Meurman, JS Ren, K Aghcheli, K Iijima, M Sotoudeh, M Venerito, MA Adamu, MB Cook, P Boffetta, R Malekzadeh, R Shakeri, S M Dawsey, S Merat, S Semnani, SC Abraham, W Ye, W Ye

Pubblicato: 1 gennaio 2012

In questo studio caso-controllo, che ha coinvolto 293 casi di carcinoma a cellule squamose dell’esofago (CCSE) e 524 soggetti di controllo selezionati in una regione ad alto rischio, l’atrofia gastrica (PGI <55 μg/dL) ha raddoppiato il rischio di CCSE (OR=2,01, IC al 95%: 1,18–3,45). In combinazione con una scarsa salute dentale, il rischio è aumentato fino a OR=4,15 (IC al 95%: 2,04–8,42), e in combinazione con una scarsa igiene orale, ha raggiunto un valore di OR=8,65 (IC al 95%: 3,65–20,46). Entrambe le interazioni hanno mostrato effetti additivi statisticamente significativi (RERI=1,47 e RERI=4,34 rispettivamente), indicando che l’atrofia gastrica, combinata con i fattori di rischio orali, determina un aumento sostanziale del rischio di cancro all’esofago, il che rende necessario prestare attenzione alla comparsa precoce dei sintomi.