Autori: Basora, Josep, Buil Cosiales, Pilar, Bulló, Mònica, Corella Piquer, Dolores, Estruch Riba, Ramon, Fiol Sala, Miguel, Fitó Colomer, Montserrat, Guasch-Ferré, Marta, Gómez Gracia, Enrique, Hu, Frank B., Lamuela Raventós, Rosa Ma., Lapetra, José, Martínez, José Antonio, Martínez-González, Miguel Ángel, 1957-, Muñoz, M. A., Pintó Sala, Xavier, Recondo, J., Ros Rahola, Emilio, Ruiz-Gutiérrez, Valentina, Salas Salvadó, Jordi, Serra Majem, Lluís, Sorlí, José V.
Pubblicato: 30 ottobre 2014
In un’analisi prospettica di coorte condotta su 7.216 uomini e donne di età compresa tra i 55 e gli 80 anni, a rischio cardiovascolare elevato e partecipanti allo studio PREDIMED (periodo medio di follow-up: 4,8 anni; 277 eventi cardiovascolari; 323 decessi), i partecipanti appartenenti al terzo gruppo con il più alto consumo di olio extravergine di oliva, corretto in base all’apporto energetico, hanno mostrato una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari del 39% (HR: 0,61; IC 95%: da 0,44 a 0,85) rispetto al terzo gruppo con il consumo più basso. Per ogni aumento di 10 g/giorno nell’assunzione di olio extravergine di oliva, il rischio di malattie cardiovascolari è diminuito del 10% e il rischio di mortalità del 7%. Un maggiore consumo totale di olio d’oliva era associato a una riduzione del 48% del rischio di mortalità per cause cardiovascolari (HR: 0,52; IC 95%: da 0,29 a 0,93). Le associazioni riscontrate sono risultate significative nei gruppi sottoposti all’intervento dietetico mediterraneo.
